La penisola del Sinis è una di quelle zone della Sardegna che cambiano volto continuamente. Lungo questa penisola affacciata sul mare incontriamo spiagge lunghissime, piccole baie riparate dal vento, acque dalle mille sfumature e paesaggi modellati dalla natura.
Durante il mio on the road nella Sardegna occidentale ho avuto modo di esplorarne alcune, scoprendo che non esiste una sola “spiaggia del Sinis”: ognuna ha un carattere diverso, un’atmosfera particolare e qualcosa che la rende riconoscibile.
In questo articolo ti porto con me alla scoperta delle spiagge che ho visitato personalmente, raccontandoti non solo cosa aspettarti, ma anche le impressioni che mi hanno lasciato.
Indice dei contenuti
- Sa Rocca Tunda: una spiaggia amata dai local
- Sa Mesa Longa: la piscina naturale riparata dal Maestrale
- Putzu Idu: acqua da piscina e atmosfera da località balneare
- Maimoni: quando il mare sembra uscito da una cartolina
- Mari Ermi: la spiaggia che mi ha conquistata
- Is Arutas: i famosi chicchi di quarzo tra bellezza e turismo
- San Giovanni di Sinis e Tharros: dove il mare incontra la storia
- Le spiagge del Sinis che ho preferito
- Consigli per visitare le spiagge del Sinis
Sa Rocca Tunda: una spiaggia amata dai local
La prima spiaggia che abbiamo incontrato lungo la costa del Sinis è stata Sa Rocca Tunda, una distesa di sabbia chiara affacciata su un mare che, quando siamo arrivati, mostrava già il carattere spesso deciso di questa costa.
A colpirmi è stata soprattutto la sua atmosfera: Sa Rocca Tunda è una spiaggia frequentata soprattutto dai local, lontana dall’immagine delle località balneari più turistiche e, proprio per questo, con un’anima più autentica e quotidiana.
È uno di quei luoghi in cui vale la pena fermarsi senza necessariamente cercare la “spiaggia perfetta”: basta lasciarsi conquistare dal paesaggio e dall’atmosfera rilassata che la caratterizza.
Sa Mesa Longa: la piscina naturale riparata dal Maestrale
Dopo Sa Rocca Tunda, la costa ci porta a Sa Mesa Longa, una spiaggia che ci ha colpiti soprattutto per una sua particolare caratteristica naturale. A proteggerla dal mare mosso e dal Maestrale c’è infatti una lunga tavola di roccia piatta, la “mesa longa”, che si allunga davanti alla spiaggia.
La sua presenza crea una sorta di piscina naturale, dove l’acqua rimane più tranquilla anche quando il vento soffia con maggiore intensità. È un esempio perfetto di come, nel Sinis, anche il vento possa cambiare completamente l’aspetto e l’esperienza di una spiaggia.



Putzu Idu: acqua da piscina e atmosfera da località balneare
Putzu Idu è probabilmente una delle spiagge che più facilmente fanno pensare a una piscina naturale: l’acqua è limpida, dai colori bellissimi e con un fondale che degrada dolcemente.
La sua grande estensione, però, le conferisce un carattere molto diverso rispetto alle spiagge più selvagge del Sinis. Qui si percepisce maggiormente l’anima di una località balneare, tanto che, con un sorriso, potremmo definirla quasi la “Rimini del Sinis”.
Il mare, però, resta davvero spettacolare ed è difficile non avere voglia di tuffarsi.
Maimoni: quando il mare sembra uscito da una cartolina
A Maimoni il primo pensiero è stato molto semplice: che mare!
Qui il paesaggio sembra avere tutti gli ingredienti della classica cartolina della Sardegna: acqua trasparente, tonalità che cambiano dal turchese all’azzurro e una lunga distesa di sabbia chiara.
È una di quelle spiagge davanti alle quali viene spontaneo fermarsi qualche minuto in più, semplicemente per guardare il mare e godersi il paesaggio. E anche se nel Sinis ci sono luoghi che mi hanno lasciato un ricordo ancora più forte, Maimoni è sicuramente una delle spiagge che più mi ha fatto pensare alla Sardegna da cartolina.
Mari Ermi: la spiaggia che mi ha conquistata
Tra tutte le spiagge del Sinis che abbiamo visitato, Mari Ermi è quella che mi è piaciuta di più.
Anche qui protagonista è il caratteristico paesaggio della costa del Sinis, con la sabbia chiara e i piccoli frammenti di quarzo che regalano al litorale un aspetto particolare. Ma al di là della sua bellezza, è stata soprattutto l’atmosfera a conquistarmi.
Mari Ermi ha quel giusto equilibrio tra natura, colori e sensazione di libertà che continuano a tornarti in mente.



Is Arutas: i famosi chicchi di quarzo tra bellezza e turismo
Is Arutas è probabilmente la spiaggia più famosa tra quelle che abbiamo visitato nel Sinis, conosciuta soprattutto per i suoi piccoli chicchi di quarzo che ricordano, per forma e colore, dei minuscoli chicchi di riso.
Dal punto di vista paesaggistico è molto simile alla vicina Mari Ermi e anche qui il mare e la particolare composizione della spiaggia regalano un panorama davvero suggestivo.
La differenza che ho percepito è soprattutto nell’atmosfera: la sua fama l’ha resa ormai una delle tappe più conosciute della zona e, di conseguenza, anche più inflazionata. Bellissima, senza dubbio, ma personalmente ho preferito Mari Ermi, che mi è sembrata conservare un’atmosfera un po’ più autentica.
San Giovanni di Sinis e Tharros: dove il mare incontra la storia
Il nostro itinerario nel Sinis non è stato fatto soltanto di spiagge. A San Giovanni di Sinis abbiamo infatti unito il mare alla scoperta di uno dei luoghi archeologici più importanti della zona: le rovine dell’antica città di Tharros.
È proprio questo il bello di questa parte della Sardegna: in pochi chilometri si passa dal paesaggio costiero alla storia millenaria di una città che conserva le tracce delle diverse civiltà che l’hanno abitata.
Se decidete di visitare Tharros, vi consiglio di partecipare alla visita guidata gratuita inclusa nel prezzo del biglietto: è un ottimo modo per comprendere meglio ciò che si sta osservando e dare un significato alle rovine. Vi suggerisco inoltre di acquistare il biglietto che comprende anche l’accesso alla torre aragonese: la salita è facilissima, ma dalla cima si apre un panorama spettacolare sul promontorio e sul Capo San Marco.



Le spiagge del Sinis che ho preferito
Dopo averle viste, posso dire che la mia preferita è stata senza dubbio Mari Ermi, che ho trovato bellissima per il suo paesaggio e per l’atmosfera. Anche Maimoni mi ha colpita molto, soprattutto per quel mare da cartolina che rende difficile staccare gli occhi dall’acqua.
Is Arutas merita sicuramente una visita, soprattutto se è la prima volta che arrivate nel Sinis, ma la sua fama la rende oggi più frequentata e inflazionata rispetto ad altre spiagge della zona. Sa Mesa Longa, invece, è una scelta interessante soprattutto nelle giornate di Maestrale, quando la sua particolare conformazione permette di trovare un tratto di mare più riparato.
Putzu Idu la sceglierei invece per la bellezza del mare e per chi cerca una spiaggia più attrezzata e organizzata, mentre Sa Rocca Tunda è interessante proprio per la sua atmosfera più locale.



Consigli per visitare le spiagge del Sinis
Il primo consiglio che mi sento di dare è di controllare sempre il vento prima di scegliere dove andare. Il Maestrale può infatti cambiare completamente l’esperienza sulle spiagge della costa occidentale e alcune, come Sa Mesa Longa, possono diventare particolarmente piacevoli proprio perché più riparate.
Un altro aspetto da considerare è il costo dei parcheggi. Nelle spiagge che abbiamo visitato, il parcheggio giornaliero per le auto si aggira generalmente tra i 7,50 e gli 8 euro, mentre a Putzu Idu il costo è più alto e arriva a 12 euro al giorno (i prezzi fanno riferimento all’estate 2026). Solitamente è possibile pagare anche con il bancomat, ma non sempre c’è connessione e può capitare che il pagamento elettronico non vada a buon fine. Il mio consiglio, quindi, è di avere sempre con sé qualche moneta: le macchinette, infatti, non accettano banconote.
A Putzu Idu, però, c’è un piccolo modo per risparmiare. Arrivando presto al mattino è possibile trovare alcuni posti gratuiti a circa 400 metri dalla spiaggia. Con qualche passo in più si può quindi evitare il parcheggio a pagamento.
Per il resto, consiglio di avere un’auto per spostarsi facilmente tra le diverse spiagge e di portare con sé acqua, crema solare e tutto il necessario per trascorrere qualche ora al mare. E soprattutto, non fermatevi necessariamente alla spiaggia più famosa: il Sinis merita di essere esplorato senza fretta, lasciandosi guidare anche dal vento, dal mare e dall’atmosfera del momento.
Il Sinis è stata una delle tappe del mio on the road nella Sardegna occidentale, un viaggio che mi ha portata a scoprire una parte dell’isola fatta di paesaggi molto diversi tra loro, piccoli borghi, siti archeologici e, naturalmente, spiagge.



Se stai organizzando un viaggio lungo questa costa, puoi trovare l’itinerario completo della Sardegna occidentale nell’articolo dedicato, con tutte le tappe del nostro on the road e tanti consigli utili per organizzare il viaggio.
E se vuoi continuare a viaggiare con me alla scoperta della Sardegna, sul mio profilo Instagram trovi tanti altri contenuti, foto e video dedicati a questo viaggio: spiagge, borghi, itinerari e luoghi che ho incontrato lungo la strada.
Perché il bello di un on the road, alla fine, è proprio questo: non tornare a casa con una sola destinazione negli occhi, ma con tanti piccoli luoghi da ricordare.
Ci vediamo in giro per il mondo.




