Itinerario di 5 giorni a Fuerteventura

Itinerario di 5 giorni sull’isola di Fuerteventura

In questo articolo ti ripropongo, tappa per tappa, l’itinerario che ho percorso personalmente durante i miei 5 giorni di soggiorno a Fuerteventura.

Tieni presente che ci sono stata nel mese di dicembre, quindi non è stato un viaggio all’insegna delle spiagge e della vita balneare. Di conseguenza non ci troverai molte informazioni in tal senso.

Questo itinerario è perfetto per chi atterra sull’isola di Fuerteventura con il desiderio di ammirarne la natura e godere nel periodo invernale di un clima decisamente molto più mite di quello italiano.

Indice dei contenuti

Itinerario di 5 giorni a Fuerteventura: cosa vedere e cosa fare

Fuerteventura è un’isola ricchissima di attrazioni naturali, in cui la Natura si esprime in tutta la sua potenza.

Dalle spiagge sconfinate ai vulcani, dalle vallate che sembrano il deserto d’Arabia alle scogliere nere, in cui l’acqua si infrange impetuosa… tutto su quest’isola è la manifestazione di una Natura prorompente, direi quasi primordiale.

Ecco l’itinerario ideale per goderti il meglio dell’isola in 5 giorni.

Fuerteventura, cosa vedere: Giorno 1

Dedica il giorno del tuo arrivo a Corralejo, vivace cittadina situata sulla punta nord dell’isola, piena di ristorantini fronte mare e con una lunga passeggiata pedonale ricca di negozietti, gelaterie e ogni genere di attrazione. Corralejo ha anche un piccolo centro storico antico fatto di vicoletti e piazzette che ne richiamano la vocazione da paesino di pescatori.

Approfitta della vicinanza per raggiungere al tramonto la Playa del Bajo de la Burra, meglio nota come spiaggia dei popcorn: la strada per arrivarci è lunga circa 4 km ed è sterrata e non in buonissime condizioni ma se procedi a passo d’uomo non avrai problemi.

Giorno 2

Questa giornata è dedicata al cuore dell’isola: attraversiamo il Parco rural de Betancuria, che prende il nome dall’antica capitale dell’isola, Betancuria appunto, nella quale ti consiglio di sostare per una passeggiata.

Facciamo sosta al Mirador Guise Y Ayose, al Mirador de las Peñas e al Mirador del Risco de la Peñas, lungo la strada, dai quali ci godiamo la vista su questo angolo incredibile di isola… sembra di essere nel deserto della Penisola Arabica!

La destinazione finale della prima parte della nostra giornata è il parcheggio Ermita de la Peña, da cui parte il trekking di circa 1 ora che mi condurrà all’ Arco de las Penitas. Il sentiero per raggiungere questo spettacolare arco non è segnalato, io mi ero attrezzata con una serie di indicazioni reperite online: nella realtà basta seguire il flusso di persone che certamente troverai e arriverai senza dubbio all’arco.

La seconda parte della giornata è invece dedicata al piccolo villaggio di Ajuy, alla sua spiaggia nera e al sentiero sulle scogliere che porta alle grotte (durata: 20 minuti cica). Qui il mare è impetuoso, ammaliante, mozzafiato!

Giorno 3

Oggi è IL GRANDE GIORNO: mi attende quell’escursione che ho tanto atteso e temuto allo stesso tempo: l’ho attesa perché tutti mi avevano detto che sarei rimasta senza parole (in effetti è successo!) e l’ho temuta perché online avevo letto ogni genere di recensione negativa in riferimento alla strada da percorrere.

Fino all’ultimo ho pensato di prenotare un’escursione guidata per raggiungere la famosa spiaggia di Cofete ma per fortuna non l’ho fatto: tutto quello che leggerete online non è assolutamente aggiornato e non corrisponde alla situazione attuale.

Fino a qualche anno fa, raggiungere Cofete con un’auto “normale” era impossibile e si rischiava quantomeno di forare uno pneumatico (nel migliore dei casi).

Oggi, seppur la strada rimanga costituita da 19 km di sterrato (appena lasciato il centro di Morro Jable), è perfettamente battuta e manutenzionata e non c’è alcuna difficoltà a raggiungere la spiaggia anche con una piccola Fiat 500, come ho fatto io.

Ovviamente è necessaria prudenza e pazienza ma questo renderà il viaggio ancora più indimenticabile!

Trascorrete a Cofete tutta la giornata, ne vale davvero la pena: la vista che si ammira dal primo Mirador lungo la strada è qualcosa che ancora oggi mi fa tornare i brividi!

Giorno 4

Partiamo di buon’ora e ci dirigiamo al porto di Corralejo dove abbiamo prenotato un trasferimento veloce con la compagnia Barracuda Perdomo tramite Get your guide per raggiungere in soli 15 minuti di navigazione l’isola di Lobos (vi ricordo che se prenotate dalla App di Get your Guide, scaricabile da questo link, potete usufruire di uno sconto del 5% sulla vostra prossima attività, digitando il codice AVEVOUNVIAGGIONELCASSETTO5).

L’isola di Lobos è disabitata, ospita solamente un piccolo agglomerato di edifici di pescatori (El Puertito) in cui si trova anche l’unico ristorantino dell’isola (con pochissimi posti a sedere).

L’isola è visitabile solo ed unicamente a piedi e il sentiero che percorre il perimetro dell’isola ti consente di vederla interamente in circa 4 ore.

Attraverserai lagune, zone con dune di sabbia, arriverai al faro e poi salirai sul vulcano nero, per terminare il giro alla Playa de la Concha, prima di fare ritorno al molo.

Rientriamo a Corralejo nel primo pomeriggio e ci dirigiamo verso El Cotillo, raggiungendo il Castillo de El Toston, dove parcheggiamo l’auto per ammirare le scogliere e il mare che vi si infrange impetuoso.

Da qui si potrebbe imboccare una strada sterrata che conduce alle bellissime Playa del Aguila, Playa Escaleras, Playa de Ezquinzo e Caleta del Marrajo ma in questo caso ti confermo che è fondamentale avere un fuoristrada quindi io non ci sono arrivata purtroppo. Peccato!

Concludiamo la serata con un tramonto super intenso alle Dune di Corralejo, un piccolo deserto sabbioso appena fuori città, che arriva fino al mare: un altro posto davvero incredibile di quest’isola che riserva mille sorprese!

Ultimo giorno e partenza

Avendo il volo nel tardo pomeriggio, io ho sfruttato la mattinata per una facile escursione che regala panorami mozzafiato.

Il trekking al Calderon Hondo è un percorso semplice e adatto anche alle famiglie con bambini, a patto che si seguano i sentieri segnalati per non correre rischi.

Si tratta di una caldera, ovvero un vulcano spento sulla cui sommità si trova una depressione (la caldera, appunto) formatasi dalla depressione seguita all’ultima eruzione lavica.

Per raggiungere il punto di partenza dell’escursione, percorri la strada che conduce a Lajares e continua fino alla prima rotonda corrispondente al campo di calcio; quindi, svolta a destra in calle La Cancela (direzione Majanicho) e prosegui fino al parcheggio lungo la strada.

Lì alcuni segnali indicano l’inizio del percorso (per comodità puoi impostare Google Maps su Aparcamiento Sendero Volcán Calderón Hondo) ma avrai già di fronte a te la mole scura ed imponente del vulcano.

Se desideri avere altre informazioni e consigli pratici per organizzare la tua vacanza a Fuerteventura, ti consiglio di leggere l’articolo dedicato e di seguirmi anche su Instagram, dove ho pubblicato moltissimi contenuti di approfondimento sulle varie attrazioni dell’isola.

Ci vediamo in giro per il mondo!

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